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Raccolta e Produzioni

La raccolta deve essere eseguita solo durante il periodo di maturazione delle diverse specie di tartufo previsto dalle norme legislative. Essa va eseguita con l’ausilio del cane addestrato che individua il punto dove è presente un tartufo maturo ed inizia a scavare. A questo punto deve subentrare il tartufaio che aiuta il cane ed apre una piccola buchetta appena sufficiente a consentire l’estrazione del tartufo senza danneggiarlo: deleterio è l’allargamento della buchetta per raccogliere eventuali tartufi immaturi presenti nei pressi di quello indicato dal cane. Per conservare una buona quantità di spore nel suolo è opportuno, nel momento della chiusura della buchetta, interrare un pezzetto di tartufo ben frantumato in modo da evitarne la successiva raccolta. Un periodico periodo di riposo della tartufaia costituisce un ottimo metodo per prolungare la sua sopravvivenza: in pratica, ogni 5-6 anni, non vengono raccolti i tartufi per un’intera stagione produttiva.

L’entità della produzione di una piantagione dipende da molti fattori tra cui i più importanti sono l’andamento climatico, l’idoneità dell’ambiente, gli interventi colturali praticati. Fino ad oggi conosciamo le produzioni delle tartufaie realizzate con il tartufo nero pregiato e del tartufo estivo. Il tartufo nero nelle tartufaie razionali ben coltivate inizia a produrre al 4°-5° anno e prosegue per 10-15 anni. La produzione media annuale si aggira intorno a 40-50 kg/ha con punte di oltre 100 kg/ha. Il tartufo estivo inizia a produrre con un ritardo di 1-2 anni rispetto al tartufo nero, ha la stessa durata produttiva, ma la produzione media annuale è superiore 70-80 kg/ha. Viene coltivato il tartufo bianchetto, il macrosporum e il brumale, ma allo stato attuale, dato il numero limitato di piantagioni, non è possibile fare una statistica sulle produzioni.