Accademia del Tartufo
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Tuber aestivum Vittad.

Tartufo d’estate, Scorzone, Statareccio

Il corpo fruttifero ha dimensioni simili a quelle del tartufo nero. Si riconosce per il peridio verrucoso con verruche grossolane, piramidali, con le facce finemente striate trasversalmente e di colore nero lucido dopo il lavaggio.  La gleba è di colore variabile dal marmoreo al nocciola più o meno intenso con venature chiare, numerose e più o meno ramificate. E’ il tartufo più diffuso in Italia e quello che richiede minori esigenze pedoclimatiche per potersi sviluppare. Non si confonde con altre specie di tartufo perché è l’unico a maturazione estiva.

Spore

Le spore sono irregolarmente alveolate, ellittico-rotondate, riunite in numero di 1-3 per asco. Misurano 18-30 x 25-35 µm.

Distribuzione

Si raccoglie in tutte le regioni italiane comprese le isole maggiori ad altitudini molto diverse (0-1500 m.s.l.m.). Si raccoglie in tutta l’Europa (Svezia, Norvegia, Finlandia, Inghilterra, Danimarca, Polonia, Bielorussia, Austria, Francia, Italia, Spagna, Grecia, Romania, Slovenia, Cecoslovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia) e in molti paesi extraeuropei (Azerbaigian, Marocco, Tunisia, Turchia, Kazakhstan, ecc.)

Periodo di raccolta

Matura dalla metà di maggio alla metà di agosto.

Ambiente idoneo

Questa specie cresce in ambienti con caratteri pedologici e climatici molto diversi facendo supporre la presenza, nell’ambito della specie, di più ecotipi adattati a condizioni ambientali diverse. Vive dal livello del mare fino a 1200 – 1500 m s.l.m. su terreni alquanto diversi purché di natura calcarea e non eccessivamente compatti. E’ capace di sopportare un buon grado di ombreggiamento che gli consente di vivere anche in bosco.  Dove cresce si formano pianelli meno evidenti rispetto a quelli del tartufo nero pregiato.