Accademia del Tartufo
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Ciclo biologico del tartufo

Occorre premettere che il ciclo biologico del tartufo ancora non è completamente noto, tuttavia alcune fasi sono ormai accertate.

Le spore del tartufo germinano quando vengono in contatto con le radici giovani delle piante simbionti e producono un micelio aploide che avvolgendosi intorno all’apice radicale origina una micorriza. Il micelio peritrofico della micorriza invade altre radichette provocando la moltiplicazione e la diffusione delle micorrize su altre radici. Praticamente questo è quello che si verifica nella produzione delle piante micorrizate: viene effettuato l’inoculo con spore, e all’interno del contenitore dove è stata trapiantata unagiovane pianta con apparato radicale privo di micorrize, si forma una o poche micorrize le quali si diffondono in tutto l’apparato radicale. Il micelio del tartufo entra in contatto anche con le radici più lunghe dove forma strutture stromatiche osservate nelle radici di piante che producono Tuber melanosporum. Sembra che il micelio presente sulle radici più lunghe dia origine al corpo fruttifero e non quello presente nelle micorrize. Sembra ormai certo che dalle ife peritrofiche si formi l’abbozzo del corpo fruttifero (primordio) il quale è legato, attraverso un cordone miceliare, alla pianta simbionte. Il primordio inizialmente ha una forma apotecioide cioè la forma di una piccola coppa la quale gradatamente si chiude, assume una forma globosa, differenzia il peridio ed inizia la differenzazione delle vene. Questa fase ha una durata breve, forse meno di un mese, e il tartufo ha un diametro di 0,5-1 mm.

A questo punto si dissolve il cordone miceliare e il piccolo corpo fruttifero inizia una vita saprofitaria. Quindi nella prima fase, che tra l’altro è molto breve, il tartufo si comporta come un simbionte e poi come un qualsiasi fungo saprofita. In questa seconda fase, che dura alcuni mesi, il tartufo si accresce assorbendo dal terreno acqua e sostanza organica attraverso un micelio che prende origine dal corpo fruttifero e si sviluppa nel terreno circostante.

Nelle vene fertili, intanto, si formano gli aschi al cui interno hanno origine le spore. Queste, per disfacimento del corpo fruttifero,vengono liberate all’esterno dove possono incontrare un apice radicale privo di funghi e formare una nuova micorriza dando origine ad un nuovo ciclo.

Il ciclo così come descritto manca della fase gamica: il micelio che forma le micorrize è aploide, in una fase successiva deve avvenire la gamia che porterà alla formazione di un micelio diploide il quale darà origine agli aschi, nel cui interno avviene la meiosi che porta alla formazione di spore aploidi. La fase gamica con molta probabilità si verifica nella fase iniziale di formazione del corpo fruttifero quando questo è ancora legato alla pianta madre. Il corpo fruttifero pertanto è formato da micelio diploide il quale da origine agli aschi dove, in seguito al processo meiotico, si formano le spore.

Il processo meiotico, negli ascomiceti di cui fanno parte i tartufi, porta alla formazione di quattro nuclei aploidi, i quali in seguito ad una divisione mitotica formano otto nuclei che si rivestono di citoplasma e parete dando origine ad otto ascospore. Nei tartufi si verifica un’altra anomalia: solo in poche specie troviamo otto ascospore per ogni asco; in molte specie tra cui quelle pregiate troviamo un numero anomalo di ascospore per asco (da una a quatto-cinque).