Accademia del Tartufo
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Tuber borchii Vittad. sin. Tuber albidum Pico

Tartufo bianchetto o marzuolo

Il corpo fruttifero è provvisto di un peridio liscio di colore biancastro tendente al fulvo e di una gleba chiara tendente al fulvo fino al bruno con venature numerose e ramificate. Le dimensioni sono ridotte e di solito non superano la grandezza di un uovo di gallina. Può confondersi con Tuber magnatun da cui si riconosce per il profumo meno gradevole che ricorda l'odore di aglio, per il periodo di maturazione che è nettamente diverso, per la gleba che presenta le venature distanziate tra di loro e per le spore che presentano alveoli piccoli e regolari a mo di nido d’ape.

Per la somiglianza con il tartufo bianco, di frequente è oggetto di frodi commercialL Per evitare tali frodi è bene avvertire i consumatori poco esperti di non acquistare tartufi bianchi nei mesi di febbraio-marzo perché si tratta sicuramente di bianchetti e di dubitare dei ristoratori che offrono piatti conditi con tartufi freschi in periodi diversi da quelli di maturazione del tartufo bianco (ottobre-dicembre).

Spore

Ha spore leggermente ellittiche regolarmente alveolate o reticolate a piccole maglie riunite in aschi fino a 4. Misurano 24-32 x 30-45 µm.

Distribuzione

E ‘ una specie che ha una diffusione ampia quanto il tartufo estivo.

Periodo di raccolta

Matura da febbraio alla metà di aprile

Ambiente idoneo

Vive comunemente nelle pinete soprattutto litoranee caratterizzate da un clima mediterraneo e da terreni permeabili, generalmente sabbiosi, ben soleggiati, calcarei e con una reazione variabile da neutra a sub-alcalina a lievemente sub-acida.

Preferisce le esposizioni ventilate e le zone lievemente pendenti situate da 0 fino a 1000 m di quota. Rifugge le zone di fondovalle.